Turismo: i trend del 2016 – Parte prima

trend 2016Quali saranno le tendenze del 2016 nel settore viaggi e turismo?

Se proviamo a fare una ricerca su Google non troviamo molte risposte, a parte quelle che riguardano i  macro trend su web e social media marketing, big data e attività revenue sempre più spinte. Tutte queste, tuttavia, sono e rimangono modalità e strumenti di lavoro; parlando invece di turismi, quelli che noi conosciamo come balneare, montano, città d’arte, termale, lacuale (…), come ci ha insegnato a fare l’Istat, allora quali sono le vere nuove mode in questo nuovo anno?
Per rispondere a questo quesito dobbiamo guardarci in giro, cominciando a capire quali sono le vere grandi tendenze, prima di tutto sociali, di questo ultimo quinquennio. Come vive la gente? Cosa compra? Per che cosa è disposta a spendere di più oggi, nella vita quotidiana? Se rispondiamo a queste poche semplici domande avremo anche indicazioni chiare di quelli che sono – o stanno diventando – dei trend anche nel turismo.
Da un mio studio, da una rassegna web e dai trend riscontrati nelle destinazioni, nasce la mia interpretazione della questione. Ve la propongo in più puntate sul mio blog, mostrandovela da angolazioni diverse, sperando così di dare qualche indicazione in più a chiunque – operatore privato o pubblico che sia – voglia proporre qualcosa di veramente azzeccato nel mercato turistico di oggi.

1. Food&Wine Tourism

Un trend che si sviluppa su due fronti. Da una parte l’attenzione all’alimentazione sana e bilanciata sta portando verso tendenze di acquisti di prodotti a chilometro zero, strettamente legati quindi sia ai territori in cui si vive che alle stagioni; questo porta i consumatori a spostarsi verso destinazioni diverse per acquistare prodotti (meglio se tipici) proprio nel territorio da cui provengono, oppure ad avvalersi di un mercato e-commerce sempre più strutturato, come nel caso di Eataly.
Dall’altra parte troviamo una martellante azione mediatica dedicata al food: dai format in tivù dove i concorrenti si sfidano a suon di ricette, alla ribalta dei grandi chef, conosciuti ormai da tutti e trasformati in opinion leader dalla community del food. Tutto questo proprio mentre emergono bisogni individuali (intolleranze alimentari, allergie, …) o trend da tribù (come il vegan, per esempio) che contribuiscono a rendere sempre più complessa l’offerta.
E allora da qui una forma di turismo gastronomico sempre più articolata, legata da una parte alla fruizione di un territorio in funzione dei prodotti (agroalimentari, piatti tipici e produzioni in generale) che esso può offrire; dall’altra alla possibilità di imparare a (o semplicemente millantare di) cucinare piatti e pietanze “proprio come lo chef”.
Inserito in questo filone ritroviamo anche lo studio, la conoscenza e la scelta di prodotti wine di qualità, un po’ perché la moda del momento ci vuole tutti degustatori (oltre che chef!), un po’ perché l’acquistare il vino nel suo territorio di produzione diventa parte di un’esperienza di crescita personale e culturale.

2. Sport&Wellness Tourism

Collegato al tema precedente, troviamo quello della vita sana e del benessere, che da una parte richiama lo sport, con tutte le ricadute che questa forma di turismo – quello sportivo, intendo – può avere sul territorio e sui suoi operatori (vedi Club di Prodotto Sport, della Provincia di Treviso). Dall’altra parte troviamo il filone del benessere che comprende attività termali o spa (salus per aquam, n.d.r.), insieme a quello della cura del corpo e della salute. Questo è un trend che parte dalla fine degli anni Ottanta, ma che soprattutto nell’ultimo decennio ha raggiunto un valore, anche economico, notevole, tanto da meritarsi un forum mondiale dedicato.
Nel settore turistico troviamo molteplici offerte dedicate a questo tema, sia a livello territoriale che di impresa: dai Club di Prodotto, già citati, fino agli Sport Hotel, Bike Hotel, Hotel Benessere, Spa Hotel. Si inseriscono in questo nuovo filone nuovi modelli di fruizione e promozione del territorio, come ad esempio il Forest Bathing, che secondo il modello giapponese prevede l’immersione nel verde dei boschi per avere benefici psico-fisici: osservare, ascoltare, respirare, toccare, muoversi nel verde, diventa un momento di cura oltre che un’esperienza originale. Questa pratica è al primo posto nella top 10 Global Spa and Wellness Trends Forecast del Report Spafinder 2015 e, se ben strutturata e gestita, potrebbe diventare un elemento di sviluppo interessante per i nostri territori, considerando che oggi in Italia sono coperti da boschi quasi 11 milioni di ettari.

3. Nature&Culture Tourism

Un trend interessante è quello che vede natura e cultura come elementi complementari di un’unica esperienza turistica. Il turismo “natura” viene spesso inteso soltanto come turismo praticato all’interno delle aree parco, ma in realtà riguarda tutte quelle forme di fruizione turistica dei territori volte a scoprire, conoscere e vivere in modo autentico le destinazioni, i loro usi, costumi, gli abitanti, le tradizioni, le feste, le abitazioni (…). Da qui il nome nature&culture che non vuole mettere in secondo piano il turismo culturale così come lo abbiamo sempre interpretato e studiato, ma vuole inserire la cultura tradizionale all’interno del territorio cui appartiene per creare un’esperienza davvero completa sulla destinazione.
Un esempio è rappresentato da quel network di piccoli Comuni – presenti in tutto l’entroterra italiano – chiamati Bandiere Arancioni, dall’omonimo marchio di qualità turistico-ambientale che il Touring Club Italiano assegna a tali località in quanto degne di visita. Si tratta di centri di piccole o piccolissime dimensioni che fanno del connubio natura-cultura locali il proprio elemento distintivo, mettendo sul mercato una tipologia di offerta fortemente connotata.

Concludo affermando che dal punto di vista della sostenibilità, un turismo declinato secondo i trend appena descritti sarebbe auspicabile ovunque nel nostro Paese, portatore di benefici non solo economici, ma anche sociali e ambientali verso tutti gli stakeholder della destinazione.

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